Scopriamo le origini di uno degli stereotipi più famosi sulle mamme italiane e il loro stretto legame con i figli maschi.

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È davvero così forte il legame tra una mamma italiana e i suoi figli? Oppure è solo uno stereotipo? Secondo un’indagine per quasi 8 italiani su 10, al primo posto in classifica dei simboli dell’amore c’è la mamma.
Ma dove nasce il mito della mamma italiana nel mondo?
La famosa mamma italiana apprensiva, protettiva e un po’ opprimente, il famoso mammismo italiano che rovina i maschi mammoni italiani è uno dei tanti stereotipi che definiscono l’ identità italiana agli occhi degli stranieri.
Secondo Seneca era già così 2 mila anni fa: “La madre vuole tenersi i figli sempre accanto, sotto la sua protezione, evitando loro motivi di tristezza, fatica e pianto”, dice il filosofo.
Nell’aristocrazia romana è la madre a educare i figli maschi. Il successo dei figli è anche il suo successo.
Esemplare è il caso della nobile e colta Cornelia. Rifiuta il matrimonio con il re d’Egitto per dedicarsi alla carriera politica dei figli Tiberio Sempronio Gracco e Caio Sempronio Gracco.Se una matrona romana si vantava dei suoi preziosi monili, Cornelia le diceva, indicando i figli: “Questi sono i miei gioielli”. Un’espressione diventata proverbiale. Cornelia è stata idealizzata nei racconti degli autori romani, diventando la prima “supermamma” italiana.
Durante il Medioevo le donne, specie quelle delle classi più povere, vivono mettendo al mondo circa un figlio all’anno, dall’età fertile fino ai 30-40 anni. Qui finisce il loro compito: all’educazione dei figli ci pensa il padre.
Tra le donne nobili il discorso però è diverso. Anche loro sono prima di tutto mamme, ma hanno una forte influenza sull’educazione e il futuro dei figli. Marozia, una donna nobile bellissima e seducente, è l’ amante del papa Sergio III. Si dice che da lui ha un figlio, che come premurosa mamma riesce a far eleggere a sua volta papa.
Di fatto, la maggior parte delle mamme di molti secoli fa sono davvero poco materne. Le donne, specie quelle del popolo, hanno un rapporto abbastanza distaccato con i figli, che comunque a 7-8 anni sono già considerati adulti. E fino al diciottesimo secolo si crede che passare troppo tempo con la madre renda deboli ed effeminati i figli maschi.
Ma quando nasce, allora, il “mito italiano” della mamma?
Secondo diversi studiosi, più o meno con l’Italia stessa, nell’Ottocento.
Durante il Risorgimento si pongono le radici del rapporto viscerale che le donne italiane hanno con i loro figli. L’epoca delle battaglie risorgimentali e delle lotte per l’unità nazionale rappresenta il terreno su cui nasce la figura della mamma dedita al sacrificio e alla venerazione del figlio, naturalmente maschio. Sono infatti i maschi a partire per la guerra, e molte madri condividono gli ideali di libertà.
L’esempio più emblematico di questa “nuova” donna italiana è Maria Drago, madre del rivoluzionario Giuseppe Mazzini. È da lei, e non dallo scettico padre Giacomo, che Mazzini ottiene sostegno e fiducia incondizionata.
Nell’Italia di fine Ottocento, tra le pareti domestiche e nella vita sociale, è la donna a dover tenere unita la famiglia. La Chiesa si avvicina agli ideali della borghesia e la madre diventa il fulcro dell’educazione dei figli. Per le madri italiane il figlio è una proprietà, e sono per lui perenne fonte di protezione.
Durante il Ventennio fascista la mamma è il collante della famiglia. Nel 1933 viene istituita la Giornata della madre e del fanciullo (il 24 dicembre) nel corso della quale si premiano le donne più prolifiche. Fra il 1925 e il ’26 viene eretto un monumento alla Madre italiana nella basilica di Santa Croce, a Firenze. Naturalmente, la madre modello ha nome e cognome: è Rosa Maltoni, la mamma di Benito Mussolini. Nella letteratura del Ventennio, ma soprattutto nelle canzoni, la mamma italiana diventa protagonista incontrastata: La mamma del soldato, Cara mamma, Mamma, Bisogna vincere, sono solo alcuni dei titoli delle canzonette che risuonano alla radio.
Nel 1952 dalla penna dello scrittore Corrado Alvaro esce per la prima volta una parola intraducibile nelle altre lingue: mammismo.
Ecco dunque la storia dello stereotipo italiano sulla mamma. Che tutto il mondo ama e che molti Paesi celebrano proprio a maggio, in Italia la seconda domenica del mese. E allora: tanti auguri mamma!



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