La mia prima dose

La prima volta che, a scuola, ho capito che c’era qualcosa di buono in me, avevo nove anni. Avevo già fatto quattro anni di scuola (avevo iniziato un anno prima rispetto ai miei compagni) e le maestre che avevo avuto fino ad allora probabilmente non avevano mai saputo tirare fuori il meglio di me.
Poi è arrivata la maestra Enrica. Non ci chiedeva di ripetere nozioni. Ci chiedeva di usare la fantasia. Ricordo il giorno in cui ricevetti il primo “Bravissima!” su un compito che avevo scritto. Pensavo si trattasse di un errore. Non ci ero abituata. E non sapevo ancora che quello sarebbe stato il giorno in cui avrei imparato la lezione più grande.
Avevo ottenuto la mia prima ricompensa. Ed era successo perché qualcuno aveva saputo vedere in me ciò che ancora non conoscevo nemmeno io.
Da allora è iniziato un processo che mi ha portato ad amare la scrittura, a diventare giornalista, a scrivere libri. A credere in me.
Quel processo, insomma, era iniziato con una ricompensa. Ne volevo ancora.
Quello che era successo dentro di me aveva certo una spiegazione psicologica. Ma ce n’era anche una neuronale. Da quando mi sono appassionata alle neuro scienze ho capito che in quel momento il mio corpo aveva liberato un neurotrasmettitore, che si chiama dopamina (nota anche come ormone della felicità).
Cos’è la dopamina?
La dopamina è, in particolare, l’ormone della ricompensa e dell’aspettativa positiva. Il nostro sistema nervoso la rilascia ogni volta che aspiriamo ad una ricompensa. Ma immediatamente dopo averla ottenuta, il nostro cervello ci chiede ancora più dopamina, così creiamo un’aspettativa ancora più alta rispetto a quella precedente. Una volta innescato, questo processo è inarrestabile. Essere consapevoli di come funziona il rilascio di dopamina porta a molti benefici. E imparare a gestirla è fondamentale per raggiungere i propri obiettivi in maniera sana.
Secondo il Dr. Andrew Huberman dell’Università di Stanford, è importante far attenzione ai picchi di dopamina e imparare a regolarne il rilascio nel nostro corpo (Qui una puntata del suo podcast molto interessante a riguardo, su Youtube c’è la possibilità di attivare i sottotitoli in italiano, selezionando dalla rotella Impostazioni > Traduzione automatica > Italiano).
Imparare (anche una lingua) regolando la dopamina
La dopamina è dunque uno strumento formidabile e a disposizione di tutti. È fondamentale nell’apprendimento delle abilità. Anche linguistiche.
Ecco dunque come le neuro scienze possono essere applicate all’insegnamento (di qualsiasi materia). E come è importante che tutti, insegnanti e studenti, ne conoscano il funzionamento.
Molti di noi sanno quanto siano stati determinanti le esperienze con insegnanti che non si sono mai chiesti quanto i loro feedback potessero influenzare la nostra esperienza di apprendimento e persino tutte le successive!
Quando insegno l’italiano come lingua straniera so che prima di tutto il mio compito è conoscere la persona che ho davanti e trovare la strada da percorrere per far sì che esprima la sua potenzialità. E so anche che devo dare la possibilità al suo cervello di sperimentare il rilascio di dopamina associato all’apprendimento della lingua. Per permettergli di sentire la spinta a raggiungere nuovi risultati e ottenere ancora più dopamina. Una volta attivato questo processo infatti la persona che apprende lo farà sempre meglio e con più soddisfazione.
Accettare ricompense, a volte, non è facile, lo sappiamo. Non ci siamo abituati troppo. E qualche volta pensiamo addirittura di non meritarle. Ma se queste sono ben motivate e noi conosciamo il meccanismo della dopamina, permetterci di accettare la giusta ricompensa per il nostro sforzo, sarà uno strumento di lavoro, necessario a raggiungere con successo i propri obbiettivi.
Consiglio di lettura: Dopamina, la chimica dei desideri (ITA) – The molecule of more (ENG)
Non so dove sia oggi la maestra Enrica, ma spero che ovunque lei sia, possa sapere quanto è stata importante per me e per tanti altri bambini.
Grazie.



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