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Neurogenesi e Neuroplasticità: una brutta e una buona notizia

Posso imparare una lingua anche se non ho più un cervello giovane?

A molte persone capita di sperimentare un calo della memoria e una difficoltà nell’imparare una nuova abilità con l’avanzare degli anni. Cosa succede al nostro cervello? È davvero impossibile memorizzare nuove informazioni? E addirittura imparare una nuova lingua?

Secondo la scienza non solo è possibile ma sembra che imparare nuove abilità, e in particolare studiare una lingua, migliori le prestazioni cerebrali e mantenga il cervello più giovane a lungo1.

Ma se da giovani ricordavamo con estrema facilità una nuova parola o la struttura di una lingua straniera, la percezione è che da adulti il processo di memorizzazione sia più lento. 

Secondo il dott. Andrew Huberman, che in questo episodio del suo Podcast spiega nel dettaglio i processi neurali alla base dell’apprendimento, imparare nuove abilità è possibile ma c’è una brutta e una buona notizia.

La brutta notizia è che dopo la pubertà il nostro cervello non è più (o quasi) in grado di creare nuovi neuroni. La neurogenesi2, cioè la genesi di nuove cellule neuronali, avviene in grande misura nella prima parte della nostra vita. Il nostro cervello inizia a creare nuovi neuroni e a costruire la sua rete di connessioni mentre impara fin dai primi istanti. Nella prima infanzia si tratta di un apprendimento non preciso. Pensiamo a come sia approssimativo il movimento di un bambino che cerca di imparare a mangiare da solo. Questo tipo di apprendimento tuttavia è necessario poiché il cervello assorbe una quantità incredibile di nuove informazioni in ogni istante e lavora incessantemente per costruire nuove cellule e connessioni tra i neuroni. È anche un apprendimento molto veloce: pensiamo alla facilità con cui un bambino impara una lingua!

Questo è il periodo in cui impariamo le abilità fondamentali della nostra vita, che ci supporteranno per sempre, come respirare, camminare, mangiare, parlare. Queste informazioni vanno a sistemarsi direttamente nella nostra memoria a lungo termine. Non le dimenticheremo mai.

Man mano che cresciamo, attorno ai 10-12 anni alcune connessioni si rafforzano e altre si perdono. Ma attorno ai 25 anni tutto cambia. Il cervello si è formato e plasmato per sostenerci nella vita adulta, e ciò che abbiamo imparato è frutto delle esperienze che abbiamo vissuto nella nostra infanzia, adolescenza e gioventù.

Ma arriviamo alla buona notizia. Sebbene non sia possibile creare nuovi neuroni, è invece possibile creare nuove connessioni tra i nostri neuroni e rafforzarle fino a farle diventare molto forti. Si tratta di un vero e proprio allenamento per il cervello. Più sono forti le connessioni, più facile sarà imparare e ricordare le abilità che apprendiamo. Sono molti gli esempi di persone adulte che hanno raggiunto risultati incredibili.

Qui alcuni esempi: Laureato a 96 anni, il più anziano d’Italia, Prende la terza laurea a 93 anni, Atleta di Crossfit a 72 anni, Wang Deshung, modello a 87 anni: la vecchiaia è una scusa

Cos’è la Neuroplasticità?

È uno degli aspetti più importanti della neurobiologia e permette al cervello e al sistema nervoso di trasformarsi in base alle esperienze che facciamo. Ci permette di pensare diversamente, imparare cose nuove, dimenticare esperienze dolorose e adattare qualsiasi cosa sperimentiamo, migliorandola.

Nella nostra infanzia alcuni eventi positivi e negativi si fissano in modo indelebile nel nostro cervello in un solo istante. E il nostro cervello in quel momento cambia per sempre. 

Dopo i 25 anni circa per ottenere cambiamenti del sistema nervoso dobbiamo attivare una serie di processi completamente diversi per imparare qualcosa e perché quello che impariamo rimanga impresso nella nostra mente.

Molti citano Carla Shatz e più avanti Donald Hebb, quando parlano di neuroni che si attivano tra loro e si collegano tra loro (“fire together wire together”). In altre parole, quando c’è un’attività elettrica nel cervello si costruiscono le connessioni tra neuroni. Questo sembra vero nei primi anni di età. Ma non funziona allo stesso modo dopo i 25 anni. 

Un’altra citazione molto famosa è quella di Santiago Ramon y Cajal in Advice for a Young Investigator: “qualsiasi uomo potrebbe, se lo desidera, essere lo scultore del proprio cervello” (“Any man could, if he were so inclined, be the sculptor of his own brain”).

Dunque scolpire il cervello è davvero possibile, a qualsiasi età!
Ma come facciamo?

Quando invecchiamo iniziamo a perdere alcune funzioni del cervello, perdiamo neuroni. Ma non è tutto perduto. Perché i nostri neuroni possono creare nuove connessioni e aggiungere nuove funzioni, inclusa nuova memoria, nuove abilità. E questo accade quando attiviamo alcune connessioni che chiamiamo sinapsi tra i neuroni che le rafforzano. È anche possibile rimuovere delle connessioni, il che è vitale per superare un dolore, o il carico emotivo di un trauma. Quindi anche se non possiamo generare nuovi neuroni lungo tutto l’arco della vita, almeno non in grandi quantità, è ormai chiaro che possiamo plasmare il nostro sistema nervoso. Se creiamo le giuste condizioni chimiche e ambientali, il nostro sistema nervoso si muoverà verso uno stato in cui non solo il cambiamento è possibile ma è addirittura molto probabile

Insomma, se vogliamo trasformare le autostrade delle nostre connessioni neurali, che si sono fissate attorno ai 25 anni dobbiamo attivare un processo che permette di cambiare il nostro stato interno e quindi cambiare il cervello.

Nel prossimo articolo cercherò di spiegare quali sono i primi passi indispensabili ad attivare il processo che ci permette di imparare una nuova abilità e una nuova lingua con successo anche in età adulta!

  1. Le ricerche in questo ambito sono molte e alcune sono raccolte in questo articolo ↩︎
  2. L’idea che nuovi neuroni possano essere aggiunti nel cervello ha una lunga storia nella scienza sperimentale. È dimostrato che nei roditori e in alcuni primati non umani la neurogenesi può accadere in alcune aree del cervello come il bulbo olfattivo, una regione dell’ippocampo. Negli umani ci sono opinioni controverse. È chiaro che può esserci neurogenesi nel bulbo olfattivo. Se riceviamo un forte colpo alla testa i collegamenti dei neuroni olfattivi del naso potrebbero essere recisi e potremmo perdere l’olfatto. Con il tempo, tuttavia, questi neuroni possono ristabilire le connessioni e perfino generare nuovi neuroni olfattivi. 
    Quindi ci sono prove che alcuni neuroni possono essere rigenerati. Sicuramente nei giovani. Non è chiaro invece se esista la possibilità di aggiungere neuroni nell’ippocampo, la sede della memoria.
    Quello che le ricerche hanno provato finora è che se ci sono nuovi neuroni nel cervello sono di un numero infinitesimamente piccolo.   ↩︎

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