
E così, anche dire ad uno studente cosa deve fare per imparare, suggerirgli la soluzione o dargli consigli di studio: sono tutte pratiche che raramente portano a risultati desiderati.
Ecco perché sto imparando a smettere di dare direttive (e vi assicuro che non è affatto facile uscire dal ruolo di insegnante tradizionale a cui siamo abituati, per questo è necessario che faccia molta pratica).
Una creatività florida permette di trovare facilmente soluzioni a dilemmi, sviluppare le idee, realizzare progetti e perfino memorizzare per sempre le cose che vogliamo imparare. In questo senso credo che il Coaching sia uno strumento molto utile. Ma è importante che il Coaching sia Non Direttivo.
Qual è dunque è il modo migliore per stimolare la creatività?
Finalmente una ricerca condotta dalle università spagnole di Lleida e Malaga nel 2021 ha studiato l’attività del cervello nel corso di una sessione di Coaching confrontando l’efficacia di tre metodi: la Riflessione, Coaching Direttivo e Coaching Non Direttivo.
Lo studio ha coinvolto sedici persone, che sono state sottoposte ai tre diversi metodi, con elettrodi che hanno rilevato le attività del loro cervello nelle regioni deputate alla creatività.
L’ipotesi da cui sono partiti i ricercatori era che l’uso delle meta-competenze del Coaching Non Direttivo possa indurre una maggiore attivazione dei meccanismi cerebrali che facilitano il processo di insight, aumentando la capacità creativa nella risoluzione di problemi e nel raggiungimento di obbiettivi di successo. I risultati hanno in effetti mostrato cambiamenti significativi nelle frequenze alpha e theta nella regione temporale destra e nelle frequenze alpha, theta e gamma nella regione parietale destra in condizioni di Coaching Non Direttivo, rispetto ad altre condizioni usate nell’esperimento. L’uso corretto dunque delle meta-competenze del Coaching Non Direttivo facilita la produzione di insight e la generazione dei processi creativi a livello cerebrale. Lo studio era concentrato sullo sviluppo della creatività e della conoscenza umana.
Sono sempre più affascinata dagli studi neuro scientifici legati all’apprendimento, e spero di essere presto in grado di fornire ai miei studenti il supporto necessario per imparare più velocemente ed in maniera efficace la tanto amata e complessa lingua italiana.



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